sabato 8 novembre 2008

La chiave!

Quando ci sono arrivato, non riuscivo a crederci.
Forse, e ripeto forse, l'ho trovata! Ho trovato la chiave: il filo conduttore dei miei pensieri. La soluzione.
In soccorso mi è venuta una frase di Aldo Moro, che da un anno avevo sotto gli occhi ma che non avevo mai preso abbastanza in considerazione.

"Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi."

Eccoci qua. La verità.
La verità.
La verità.
Mi rimbomba ancora in testa.
La verità è giustizia, la verità è vita, è tutto.
La verità è, e sarà, sempre meglio della falsità.
Una bugia non fa MAI bene. FORSE, e ripeto FORSE, nell'immediato futuro. Ma guardando le cose nel loro insieme, la verità è SEMPRE migliore. Sempre.
La sincerità è la nostra verità.
La vita va vissuta in modo sincero.
Attimo per attimo, in modo sincero: senza controintenzioni, senza finte, senza nulla in mezzo.
Parlare in modo sincero; agire in modo sincero. Sempre e dovunque, in qualsiasi circostanza.
Tutto, da cima a fondo... se TUTTO fosse espressione di sincerità, non ci sarebbero problemi.
La sincerità nella parola, sì, ma anche (e soprattutto) nelle azioni.
Se ti prendi un impegno, portalo avanti. Se non sei in grado di fare qualcosa, non farla - o almeno, non farla finché non ne sarai capace.
Agire in modo sincero significa agire con coerenza, e dunque evitare i problemi.
Se vivessimo la nostra vita in modo sincero dall'inizio alla fine, i problemi non esisterebbero.
Alla luce di questa scoperta, devo fermarmi un attimo. Sto costruendo una torre, ed ho appena scoperto che posso costruire le fondamenta in un modo estramemente migliore di quelle attuali, che più di una volta hanno scricchiolato pericolosamente.
Devo rivalutare un po' tutto.
La spada. Il Kenjutsu. Qui, il discorso era già iniziato.
Kondo Isami diceva: "Combattere, è coraggio. Tagliare è coraggio. Io non uso tecniche subdole".
Questa frase è una delle mie guide da tempo, ormai. Ora la capisco ancora di più.
Il coraggio è verità. la verità è sincerità.
L'attacco dev'essere sincero. La pratica dev'essere sincera.
Ho davanti un avversario. Cosa voglio fare? Ucciderlo. Questo è il fine ultimo del combattimento.
Cosa faccio?
finto alto, schivo a sinistra, aggancio la lama a 45° ed infilzo sul collo?
NO.
Taglio.
Shomengiri.

Come taglio?
con una rotazione veloce di polso ed un balzetto in avanti?
NO.
Taglio. Da Jodan. La spada si alza. Poi cala.
Lo spirito è quieto, le spalle rilassate, e la lama passa.

Quando taglio?
in un momento a caso?
NO.
Quando il cuore mi dice di tagliare.

Adesso comprendo anche la frase scritta sulla locandina del Kenjitsu, alla corte dei miracoli.
"Se vuoi la vittoria, comprendi la virtù; la sola tecnica non è progresso".
La virtù. La sincerità.
Ogni cosa esistente ha un nucleo, un nucleo di verità. Una cosa che non possiede questo nucleo di verità non esiste.
Con la sincerità, si esprime questo centro delle cose. Se non si è sinceri, si rischia di esprimere qualcosa di immaginario che se ne sta intorno al centro.
La tecnica è un fronzolo, è il mezzo con il quale, attraverso il corpo, il cuore comprende le cose; e una volta comprese, attraverso il corpo e la tecnica, il cuore esprime la verità.
La tecnica, tutto sommato, è circostanza. Si possono apprendere decine e decine di tecniche, ma nessuna di queste servirà a nulla se non si comprende, appunto, la virtù.
Ed una volta compresa la virtù, la tecnica è solo un dettaglio.

Adesso, tutto il quadro inizia a tornare. Le centinaia di elementi che si sono accumulati in questi anni iniziano a semplificarsi, a mettersi in ordine, a fondersi in cose più grandi. Avevo provato a mettere insieme qualcosa, ed adesso la devo distruggere. Devo 'svuotare la tazza', come diceva Bruce Lee.

"L'uomo nasce con occhi con cui può vedere le cose come sono. Col tempo acquisisce la capacità di vederle in modo distorto. Ma prima o poi la abbandona, perché si rende conto di non riuscire più a vedere veramente. Allora è più saggio abbandonarla presto... eppure farlo in questa società è difficile."
Takehiko Inoue

3 commenti:

Gre ha detto...

Complimenti! condivido le tua idea di verità..peccato che sia un'utopia, sono convinta che non ci saranno mai tutti gli uomini sinceri. Questo perché l'uomo ha in sé un'indole maligna che lo porterà sempre a mentire e ingannare l'altro per trarne vantaggio.
Però se vogliamo credere in un mondo migliore i primi a migliorare dobbiamo essere noi.

LupoBianco ha detto...

condivido anch'io la tua idea e mi piace molto il modo in cui l'hai espressa.

è uno strano caso che abbia appena finito un post che parla dell'esatto opposto..

manca la seconda parte di lucca! :D

Michele ha detto...

Oh, finalmente qualcuno commenta!
Grazie ad entrambi!

Lupo: la seconda parte di lucca la scriverò, prima o poi. Solo che in questi giorni sono un po' incasinato causa scuola ed alla fine me ne scordo sempre...

Gre: Hai perfettamente ragione. Il problema nel fare certi ragionamenti è che ad un certo punto bisogna decidere: o ti affidi all'ideale di perfezione, oppure inizi a calcolare tutti i dettagli per poter applicare la faccenda al genere umano - cosa, per inciso, impossibile.
Secondo me, vale la pena di calcolare i dettagli se si intende fare qualcosa di grande sfruttando grandi mezzi. Se si vuole, invece, iniziare la 'propria rivoluzione' dal proprio piccolo, meglio tendere a quell'ideale di perfezione di modo che, anche se non lo si potrà mai raggiungere, si ottenga un miglioramento di noi stessi e (magari...) di qualcun altro che ci sta vicino.