Eh, basta, accidenti.
Non ci si fa più.
È una cosa che mi sfascia i nervi; probabilmente perché ci sono legato, in qualche modo. Non so più che pensare.
Possibile, ma dico, sarà mai possibile che l'unico, ultimo, finale scopo dell'essere umano sia quello di voler sembrare meglio degli altri?
Perché? Ci si prova gusto? Ditemelo. No, ditemelo, sono curioso.
Non mette in imbarazzo? Non ci si sente di assumersi una responsabilità impossibile?
Il volersi sentire meglio degli altri è una cosa così leggera e gioviale?
E una volta che ti senti così bravo, che ottieni? Poi che fai?
Se guardacaso passa uno più bravo (davvero più bravo, o magari riesce a fingersi tale) come reagisci?
Possibile che siano tutti così abituati a camminare sul filo del rasoio?
Non c'è anima viva a questo mondo che desideri un terreno stabile sotto i piedi?
Io, ragazzi, non ce la faccio più.
Ne ho decisamente abbastanza.
Non so perché mi è presa adesso, però ormai ne ho fin sopra i capelli.
Io vi lascio alle vostre lotte. Sarà difficile, sarà doloroso, sarà umiliante (da un punto di vista esterno) però adesso mi levo dal campo di battaglia.
Voglio imboccare una via, una nuova via. Una via scoperta da poco, ma che mi sembra l'unica sicura.
Non voglio fingere più. Non voglio più mentire a me stesso per nulla, nulla.
Tanto a dire bugie non sono bravo.
Voglio che il ME STESSO che tutti vedono sia il ME STESSO vero. Quello costruito piano piano nella vita.
Voglio pulirmi, levarmi di dosso qualsiasi minima traccia di falsità rimasta, voglio essere me stesso, senza nulla in più.
Così potrò imparare qualcosa.
Shu, ha, ri.
Shu: si impara, si cresce. Umilmente, con la mente sgombra. Si cerca solo di fare bene, con calma. Tanta calma. Una cosa per volta.
Ha: si mettono in discussione le cose. Ci si guarda intorno, si distruggono modelli passati, si raffinano le esperienze per modellare qualcosa di nuovo
Ri: si insegna ciò che la vita ci ha insegnato.
Siamo tutti all'inizio di Shu. Poco da fare. Sono in pochi quelli che sono arrivati ad Ha, ancora meno quelli a Ri, e viceversa sono MILIONI quelli che pretendono di essere arrivati già da tempo ad entrambe.
Io adesso VOGLIO essere umile. VOGLIO imparare qualcosa che sia VERO. VOGLIO pensare prima a ciò che ho davanti piuttosto a quanto ho lasciato indietro.
Non voglio più guardare i risultati ottenuti finora, non voglio che mi interessino più. C'è SEMPRE un gradino più alto, e voglio pensare a come arrivare lì, piuttosto che starmene fermo a pensare "wow, quanto sono bravo" oppure "oddio, che merda che sono".
Adesso voglio imparare da tutto e da tutti. Non posso insegnare né fare da esempio a nessuno. Non posso, è impossibile, è un'illusione comune, ed io la voglio distruggere.
Non esiste, e non esisterà mai, qualcuno che non abbia nulla da imparare o non ne abbia bisogno.
Così come non esiste, e non esisterà mai, nessuno che non possa dare nulla agli altri.
Tutti possiamo imparare da tutti! Non è fantastico? possibile che non ci pensi nessuno?
Ognuno di noi ha un'esperienza unica, da cui tutti noi possiamo apprendere.
Povero scemo chi pensa di non dover imparare nulla dagli altri.
Povero scemo chi pensa di poter solo insegnare.
domenica 23 novembre 2008
sabato 8 novembre 2008
La chiave!
Quando ci sono arrivato, non riuscivo a crederci.
Forse, e ripeto forse, l'ho trovata! Ho trovato la chiave: il filo conduttore dei miei pensieri. La soluzione.
In soccorso mi è venuta una frase di Aldo Moro, che da un anno avevo sotto gli occhi ma che non avevo mai preso abbastanza in considerazione.
"Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi."
Eccoci qua. La verità.
La verità.
La verità.
Mi rimbomba ancora in testa.
La verità è giustizia, la verità è vita, è tutto.
La verità è, e sarà, sempre meglio della falsità.
Una bugia non fa MAI bene. FORSE, e ripeto FORSE, nell'immediato futuro. Ma guardando le cose nel loro insieme, la verità è SEMPRE migliore. Sempre.
La sincerità è la nostra verità.
La vita va vissuta in modo sincero.
Attimo per attimo, in modo sincero: senza controintenzioni, senza finte, senza nulla in mezzo.
Parlare in modo sincero; agire in modo sincero. Sempre e dovunque, in qualsiasi circostanza.
Tutto, da cima a fondo... se TUTTO fosse espressione di sincerità, non ci sarebbero problemi.
La sincerità nella parola, sì, ma anche (e soprattutto) nelle azioni.
Se ti prendi un impegno, portalo avanti. Se non sei in grado di fare qualcosa, non farla - o almeno, non farla finché non ne sarai capace.
Agire in modo sincero significa agire con coerenza, e dunque evitare i problemi.
Se vivessimo la nostra vita in modo sincero dall'inizio alla fine, i problemi non esisterebbero.
Alla luce di questa scoperta, devo fermarmi un attimo. Sto costruendo una torre, ed ho appena scoperto che posso costruire le fondamenta in un modo estramemente migliore di quelle attuali, che più di una volta hanno scricchiolato pericolosamente.
Devo rivalutare un po' tutto.
La spada. Il Kenjutsu. Qui, il discorso era già iniziato.
Kondo Isami diceva: "Combattere, è coraggio. Tagliare è coraggio. Io non uso tecniche subdole".
Questa frase è una delle mie guide da tempo, ormai. Ora la capisco ancora di più.
Il coraggio è verità. la verità è sincerità.
L'attacco dev'essere sincero. La pratica dev'essere sincera.
Ho davanti un avversario. Cosa voglio fare? Ucciderlo. Questo è il fine ultimo del combattimento.
Cosa faccio?
finto alto, schivo a sinistra, aggancio la lama a 45° ed infilzo sul collo?
NO.
Taglio.
Shomengiri.
Come taglio?
con una rotazione veloce di polso ed un balzetto in avanti?
NO.
Taglio. Da Jodan. La spada si alza. Poi cala.
Lo spirito è quieto, le spalle rilassate, e la lama passa.
Quando taglio?
in un momento a caso?
NO.
Quando il cuore mi dice di tagliare.
Adesso comprendo anche la frase scritta sulla locandina del Kenjitsu, alla corte dei miracoli.
"Se vuoi la vittoria, comprendi la virtù; la sola tecnica non è progresso".
La virtù. La sincerità.
Ogni cosa esistente ha un nucleo, un nucleo di verità. Una cosa che non possiede questo nucleo di verità non esiste.
Con la sincerità, si esprime questo centro delle cose. Se non si è sinceri, si rischia di esprimere qualcosa di immaginario che se ne sta intorno al centro.
La tecnica è un fronzolo, è il mezzo con il quale, attraverso il corpo, il cuore comprende le cose; e una volta comprese, attraverso il corpo e la tecnica, il cuore esprime la verità.
La tecnica, tutto sommato, è circostanza. Si possono apprendere decine e decine di tecniche, ma nessuna di queste servirà a nulla se non si comprende, appunto, la virtù.
Ed una volta compresa la virtù, la tecnica è solo un dettaglio.
Adesso, tutto il quadro inizia a tornare. Le centinaia di elementi che si sono accumulati in questi anni iniziano a semplificarsi, a mettersi in ordine, a fondersi in cose più grandi. Avevo provato a mettere insieme qualcosa, ed adesso la devo distruggere. Devo 'svuotare la tazza', come diceva Bruce Lee.
"L'uomo nasce con occhi con cui può vedere le cose come sono. Col tempo acquisisce la capacità di vederle in modo distorto. Ma prima o poi la abbandona, perché si rende conto di non riuscire più a vedere veramente. Allora è più saggio abbandonarla presto... eppure farlo in questa società è difficile."
Takehiko Inoue
Forse, e ripeto forse, l'ho trovata! Ho trovato la chiave: il filo conduttore dei miei pensieri. La soluzione.
In soccorso mi è venuta una frase di Aldo Moro, che da un anno avevo sotto gli occhi ma che non avevo mai preso abbastanza in considerazione.
"Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi."
Eccoci qua. La verità.
La verità.
La verità.
Mi rimbomba ancora in testa.
La verità è giustizia, la verità è vita, è tutto.
La verità è, e sarà, sempre meglio della falsità.
Una bugia non fa MAI bene. FORSE, e ripeto FORSE, nell'immediato futuro. Ma guardando le cose nel loro insieme, la verità è SEMPRE migliore. Sempre.
La sincerità è la nostra verità.
La vita va vissuta in modo sincero.
Attimo per attimo, in modo sincero: senza controintenzioni, senza finte, senza nulla in mezzo.
Parlare in modo sincero; agire in modo sincero. Sempre e dovunque, in qualsiasi circostanza.
Tutto, da cima a fondo... se TUTTO fosse espressione di sincerità, non ci sarebbero problemi.
La sincerità nella parola, sì, ma anche (e soprattutto) nelle azioni.
Se ti prendi un impegno, portalo avanti. Se non sei in grado di fare qualcosa, non farla - o almeno, non farla finché non ne sarai capace.
Agire in modo sincero significa agire con coerenza, e dunque evitare i problemi.
Se vivessimo la nostra vita in modo sincero dall'inizio alla fine, i problemi non esisterebbero.
Alla luce di questa scoperta, devo fermarmi un attimo. Sto costruendo una torre, ed ho appena scoperto che posso costruire le fondamenta in un modo estramemente migliore di quelle attuali, che più di una volta hanno scricchiolato pericolosamente.
Devo rivalutare un po' tutto.
La spada. Il Kenjutsu. Qui, il discorso era già iniziato.
Kondo Isami diceva: "Combattere, è coraggio. Tagliare è coraggio. Io non uso tecniche subdole".
Questa frase è una delle mie guide da tempo, ormai. Ora la capisco ancora di più.
Il coraggio è verità. la verità è sincerità.
L'attacco dev'essere sincero. La pratica dev'essere sincera.
Ho davanti un avversario. Cosa voglio fare? Ucciderlo. Questo è il fine ultimo del combattimento.
Cosa faccio?
finto alto, schivo a sinistra, aggancio la lama a 45° ed infilzo sul collo?
NO.
Taglio.
Shomengiri.
Come taglio?
con una rotazione veloce di polso ed un balzetto in avanti?
NO.
Taglio. Da Jodan. La spada si alza. Poi cala.
Lo spirito è quieto, le spalle rilassate, e la lama passa.
Quando taglio?
in un momento a caso?
NO.
Quando il cuore mi dice di tagliare.
Adesso comprendo anche la frase scritta sulla locandina del Kenjitsu, alla corte dei miracoli.
"Se vuoi la vittoria, comprendi la virtù; la sola tecnica non è progresso".
La virtù. La sincerità.
Ogni cosa esistente ha un nucleo, un nucleo di verità. Una cosa che non possiede questo nucleo di verità non esiste.
Con la sincerità, si esprime questo centro delle cose. Se non si è sinceri, si rischia di esprimere qualcosa di immaginario che se ne sta intorno al centro.
La tecnica è un fronzolo, è il mezzo con il quale, attraverso il corpo, il cuore comprende le cose; e una volta comprese, attraverso il corpo e la tecnica, il cuore esprime la verità.
La tecnica, tutto sommato, è circostanza. Si possono apprendere decine e decine di tecniche, ma nessuna di queste servirà a nulla se non si comprende, appunto, la virtù.
Ed una volta compresa la virtù, la tecnica è solo un dettaglio.
Adesso, tutto il quadro inizia a tornare. Le centinaia di elementi che si sono accumulati in questi anni iniziano a semplificarsi, a mettersi in ordine, a fondersi in cose più grandi. Avevo provato a mettere insieme qualcosa, ed adesso la devo distruggere. Devo 'svuotare la tazza', come diceva Bruce Lee.
"L'uomo nasce con occhi con cui può vedere le cose come sono. Col tempo acquisisce la capacità di vederle in modo distorto. Ma prima o poi la abbandona, perché si rende conto di non riuscire più a vedere veramente. Allora è più saggio abbandonarla presto... eppure farlo in questa società è difficile."
Takehiko Inoue
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