Cosa sono "io"?
Ciò che penso, che sento? "io"?
La mia coscienza?
È l'Ego.
Ovverosia la parte del nostro cervello, della nostra mente che identifica il "me". Quel che sono io. Tutto ciò che sono, che rappresento, che esprimo.
Il mio modo di essere, la mia visione delle cose, tutto è Ego.
L'Ego è un meccanismo base di difesa, per la sopravvivenza del genere umano.
In origine, quando l'uomo altro non era che un animale, l'Ego corrispondeva esattamente al corpo, alla parte FISICA di ogni individuo.
Il mio ME era il mio corpo. L'uomo concepiva se stesso solo sul piano fisico.
Ma l'ego è una strana bestia, è un marasma in continuo mutamento, o meglio, è come un gas, che automaticamente si espande, occupando tutto lo spazio possibile.
In origine, i molti pericoli naturali a cui era esposto l'uomo comprimevano il suo ego fino a limitarne i confini alla pelle.
Ma con lo sviluppo della società, e la coseguente sicurezza, l'uomo ha iniziato il processo di 'astrazione di sé', che ha rotto i limiti dell'ego ed ha permesso che iniziasse ad espandersi.
Al giorno d'oggi, l'ego è una bestia enorme e disumana, gigantesca e tentacolare, pronta ad inglobare tutto ciò che ci circonda.
Un tempo "Io" era il mio corpo.
Ora "Io" è: il mio corpo, la mia reputazione, i miei soldi, le mie cose, le persone a cui tengo, le cose che so fare, il mio aspetto, il mio lavoro, il mio rendimento scolastico, le mie conoscenze, la mia immagine e posizione sociale, eccetera eccetera. MILIONI di cose. L'ego è SMISURATO.
Ma come funziona l'ego? A cosa serve?
Come ho detto prima, l'ego è un meccanismo base per la sopravvivenza dell'individuo.
Il suo funzionamento è molto semplice. Quando l'ego è sotto minaccia, o quando è ferito, il cervello innesca la cosiddetta "tensione", chiamata anche "ansia", "angoscia", la quale - sul piano puramente fisico - è una vera e propria tensione elettrica che attraversa un gruppo di muscoli (solitamente quelli sul collo e sulle spalle), che si contraggono provocando un vero e proprio DOLORE. Un dolore che il nostro cervello è programmato per non riconoscere come dolore fisico, ma come dolore emotivo.
Le naturali reazioni alla tensione sono la lotta e la fuga.
Il meccanismo ego-tensione funziona benissimo per garantire la sopravvivenza di un animale. Quando il suo corpo è ferito o sotto minaccia, l'animale reagisce lottando o scappando.
In assenza di questo meccanismo, saremmo come manichini pronti a farci sbranare dalla prima bestia che passa.
Ma dato che dio, come tutti sanno, come programmatore non valeva granché, il meccanismo ha un grosso bug.
Cosa succede quando l'ego si espande?
Facile. Diventiamo più vulnerabili. Anzi, diventiamo estremamente vulnerabili.
Poniamo, per assurdo, di poter in qualche modo comunicare con un uomo primitivo. Se gli dicessimo "sei una checca senza palle" lui probabilmente si tasterebbe per controllare e poi risponderebbe con aria perplessa: "no".
Siamo sinceri: se uno a caso viene lì e vi dice con aria di scherno: "sei una checca senza palle", per quanto possiate mostrare autocontrollo, almeno un pochino vi incazzate. Ovvero provate tensione.
E quali sono, nel profondo, le reazioni possibili?
Lottare o fuggire.
Ovviamente tutto passa per svariati filtri; il cervello è una macchina estremamente complessa, e tutti gli stimoli dell'istinto vengono fatti passare in una sorta catena di montaggio che li trasforma in reazioni "socialmente accettabili".
Ma nel profondo rimangono gli stessi: lottare o fuggire.
Come l'ubriacone che, se schernito, si alza e fa a cazzotti.
O come il bambino timido che, fatta una figuraccia, corre via rosso per la vergogna.
È tutto una ferita all'Ego.
Il problema è che il nostro ego è enorme, e di conseguenza proviamo tensione per diecimila cose: per un'offesa alla nostra reputazione o alla nostra immagine sociale, per aver perso una cosa, per aver rovinato le relazioni con qualcuno, per non aver ottenuto un risultato sperato... una lista dalla lunghezza impressionante, a cui siamo abituati, ma che è oggettivamente ASSURDA.
A questo punto, come fare a risolvere il problema?
Beh, facile! COMPRIMIAMOCI L'EGO.
Ok, mandatemi affanculo. Lo so che non si può fare così, schioccando le dita.
Non so come si fa, ma ci sono stati dei periodi della mia vita dove stavo meglio e il mio ego era tremendamente ridotto.
Non sono ancora riuscito ad isolare quali fossero, precisamente, le caratteristiche di tali periodi che portavano alla riduzione dell'ego.
Immagino quindi che questo sia il mio prossimo obiettivo. ;)
mercoledì 30 dicembre 2009
lunedì 14 dicembre 2009
Vuoto
Momenti di vuoto.
Non c'è emozione.
Non c'è sconforto, non c'è felicità.
Non c'è passione.
Non c'è tensione, non c'è serenità.
Non c'è noia, non c'è frenesia, non c'è movimento alcuno.
Non c'è nulla.
Vuoto.
Non c'è emozione.
Non c'è sconforto, non c'è felicità.
Non c'è passione.
Non c'è tensione, non c'è serenità.
Non c'è noia, non c'è frenesia, non c'è movimento alcuno.
Non c'è nulla.
Vuoto.
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