sabato 27 febbraio 2010

Incertezza

Durante la vita capita. Non c'è nulla da fare.
Stai camminando, sicuro e sereno, quando il terreno ti crolla sotto i piedi. Le basi di tutto ciò che compone la tua vita vacillano, e nulla ti sembra più come prima.

Personalmente ho un grande difetto: sono troppo severo con me stesso. Pretendo di vivere sempre al 100%, e tramite un complesso e contorto meccanismo mentale, riesco a stare di merda anche per lunghi periodi per cose totalmente INESISTENTI.
Il punto è che non riesco né ad amettere, né ad accettare l'idea di 'perdere' qualcosa che avevo. Non sto parlando di oggetti materiali, ovviamente, ma di "parti dell'anima" (diciamo così).
Ad esempio, posso aver paura di perdere una passione, o magari una capacità, un talento.
In poche parole ho una paura matta di perdere la mia identità. Non riesco proprio ad accettarlo.

Il mio problema è che non riesco a identificare in modo sereno l'incertezza. Dove per incertezza intendo appunto la scossa che fa tremare le convinzioni di base della tu vita, il sospetto di aver sbagliato sempre fino a quel momento, la paura di non essere più come prima.

Ma la vita, così come il percorso nella spada o negli studi scolastici, segue un andamento piramidale, dove primasi pongono le basi e poi ci si costruisce sopra tutto il resto.
Così come nella spada non posso saper controllare alla perfezione la lama dell'avversario, chiudendolo in una morsa da cui non può uscire e potendolo colpire esattamente quando voglio e come voglio, senza prima aver imparato a maneggiare ed a impugnare correttamente la mia arma, neanche nella vita posso pretendere di avere successo in svariati campi senza aver prima acquisito (o recuperato, direi) le corrette impostazioni mentali che mi permettano di vivere sereno e di concentrarmi sui miei obiettivi.
E l'unico modo per mantenere salde le basi, volenti o nolenti, è scuoterle.
Rimettere tutto in discussione dal principio è fondamentale in ogni aspetto della vita ed è l'unico modo per mantenere solida la struttura che ti ha portato ad essere ciò che sei adesso.

Per questo l'incertezza non è un sentimento negativo da scacciare, ma un momento di forte crescita da gustare fino in fondo. Potrebbe essere faticoso, potrebbe richiedere di ricominciare da capo, ma se questo momento c'è stato vuol dire che qualcosa andava rimesso a posto. Per cui non resta che rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro.

martedì 23 febbraio 2010

Appendice a Kyushin Ryu

Dopo qualche riflessione mi sono reso conto di una cosa.
Otoshi NON è un "roccia nel fiume".
Anzi, credo che sia il perfetto esempio di contrattacco dopo "seguire l'onda"!
Torna tutto: sia il modo in cui ci si muove, sia il concetto di manipolazione dell'energia. Si ACCOMPAGNA la spada dell'avversario, controllandola, ma comunque la direzione della spinta è quella.
Quindi i contrattacchi dopo sono disposti in questo modo:

BASTONE NELL'ACQUA
-Ukenagashi

SEGUIRE L'ONDA
-Otoshi

ROCCIA NEL FIUME
-Suriage (credo sia il nome più appropriato)

Fra i "roccia nel fiume" classificherei anche altri movimenti non insegnati nella Kyushin Ryu come il Kiriotoshi e il "sashiotoshi" (prima o poi devo capire come si chiama...). Notare che questi ultimi due sono contrattacchi "durante" e non dopo, nonostante ci sia contatto di lama.

La cosa interessante è che basta "accorciare" i vari movimenti per passare da "dopo" a "durante" ed infine a "prima". Prendiamo ad esempio l'Ukenagashi.
Partiamo dal presupposto che Uchidachi sia in Jodan e Shidachi in Waki.
La sequenza delle azioni è più o meno questa:
Uchidachi attacca;
Shidachi si protegge con il piatto della lama, facendo scivolare via la spada nemica e spostandosi nell'idea del bastone nell'acqua;
Shidachi, ruotando la lama senza alterarne la direzione, taglia (alla gamba, alla spalla, al fianco, alla testa...).

Adesso accorciamolo di un movimento... ed otteniamo questa sequenza:
Uchidachi attacca;
Shidachi, ruotando la lama e spostandosi nell'idea del bastone nell'acqua, taglia (alla gamba, alla spalla... etc).

OPPURE:
Uchidachi attacca;
Shidachi, spostandosi nell'idea del bastone nell'acqua, taglia al busto o "kiriage".
(Quest'ultima variante va ancora ben analizzata, non sono sicuro che sia appropriato farla derivare dall'ukenagashi).

Accorciamo ancora di un movimento. Per far ciò è necessario far partire Uchidachi da Chudan o da Waki.
Uchidachi solleva la spada per attaccare;
Shidachi fa lo stesso movimento di prima, tagliando all'avambraccio o dove gli pare.

mercoledì 3 febbraio 2010

Kyushin Ryu

Negli ultimi anni ho ragionato molto sul funzionamento delle arti marziali, della loro didattica e del loro funzionamento.
Ovviamente ho incentrato le mie "ricerche" sulla Kyushin Ryu, lo stile di spada che pratico.
Negli ultimi periodi, in particolare, sono arrivato a concepire una vastità di concetti talmente grande che mi schiaccia.
Se il mio percorso nella spada fosse la composizione di un puzzle, è come se avessi composto un quadrante, pensando che si trattasse dell'intera scena. Poi, accortomi che alcuni bordi non sono dritti ma presentano collegamenti con l'esterno, alzo la testa e mi accorgo che ci sono ancora un paio di tonnellate di tessere da inserire...
Per cui, essendo impossibilitato a scrivere tutto con un filo logico, faccio un po' come Musashi e metto insieme vari paragrafi scollegati fra loro.

Tre idee di manipolazione
Quando si subisce un attacco, vengono individuati due modi per reagire alla spazzata: Seguire l'Onda e Bastone nell'Acqua. Il primo metodo consiste nell'assorbire l'energia della spinta, usandola per caricare il contrattacco. Il secondo metodo consiste nel "trasferire" l'energia da un capo all'altro del movimento, come un bastone nell'acqua (appunto) che, spinto da un lato, trasferisce la forza subita all'altro.
La prima cosa di cui mi sono reso conto è che queste due idee non sono solo di reazione alla spazzata, ma presentano analogie MOLTO più vaste nell'intero sistema.
A ben pensare, ogni contrattacco presenta una di queste "idee" alla base.
Faccio una breve classificazione dei contrattacchi "canonici" della scuola.

Contrattacchi DURANTE
-mantenendo la distanza: Entrambe le idee (in base alla direzione della spazzata e della schivata)
-chiudendo la distanza: Bastone nell'Acqua

Contrattacchi PRIMA
-come i durante (anche se il concetto del "cuscino d'aria" fra le spade merita ulteriori riflessioni)

Contrattacchi DOPO
-Uke-nagashi (quello dove si fa scivolare la lama nemica fuori traiettoria): Bastone nell'Acqua
-Otoshi e Barai-men-Barai: ...già, questi due? come sono?

Quest'ultima domanda mi ha assillato per un po'. Otoshi? cos'è?
Per non parlare poi delle idee di spada presenti nelle altre scuole: il Kiriotoshi? il "Sashiotoshi" ("trafiggere sul posto", sarebbe il contrattacco ad un affondo spingendo via la lama nemica ed infilzando contemporaneamente) e derivati?
Il semplice "bloccare il colpo"?
Cos'è sta roba?

Mi è infine sembrato chiaro che c'è per forza di cose una TERZA idea da prendere in considerazione. Dopo un po' che ci pensavo, ho deciso di chiamarla "roccia nel fiume", imitando lo stile dei nomi delle altre due.
La "roccia nel fiume" è quando ci si OPPONE all'attacco avversario, deviandolo attivamente con una spinta, o comunque controllandolo.
Nell'idea della Roccia nel Fiume rientrano quindi:

-Otoshi
-contrattacco Barai
-Hasso no Kamae usata come parata al Kesagiri, e conseguente tsuki (unendo i due movimenti si ottiene qualcosa di molto simile alle tecniche della Ono-ha Itto Ryu, nonché a molti movimenti di spada lunga europea)
-Kiriotoshi, "Sashiotoshi" (che poi sarebbe il movimento detto prima), e parlando di Kendo, tutti i vari Oji waza, Suriage waza, Kaeshi waza...

Nel concepire e classificare i diversi principi di funzionamento delle tecniche ho sempre ritenuto molto utile fare un parallelo con le mani nude. Mi sono venuti in mente questi esempi:

SEGUIRE L'ONDA - Il nemico spinge con una mano ad una spalla (o tira un pugno, è uguale: l'importante è il concetto di "spinta"). Si afferra la mano, ci si gira nello stesso senso della spinta spostando un piede indietro e si fa l'Ippon Seoi Nage del Judo.
BASTONE NELL'ACQUA - Il nemico spinge come prima. ci si gira in senso opposto alla spinta e si fa scivolare via la mano dell'avversario; a quel punto lo si può controllare e far cadere premendolo sulla gola e mettendogli una gamba dietro le ginocchia.
ROCCIA NEL FIUME - Il nemico spinge; con una mano si devia la sua spinta all'esterno, entrando con un diretto alla mascella.

(to be continued)