giovedì 11 dicembre 2008

Calamita

In principio è quiete.
Poi, un moto; un soffio di vento, un sassolino turba la superficie.
L'onda increspa il pelo dell'acqua, allargandosi, sempre di più.
Il campo è neutro.
Non ci sono forze. Ma poi, l'onda.
Cos'è stato?
Una calamita.
Riesco a galleggiare.
Si avvicina.
Un'altra onda increspa il pelo dell'acqua. E poi un'altra ancora.
Il campo non è più neutro.
Ci sono forze, energie che spingono e tirano.
Si avvicina.
Sento il magnetismo che mi spinge, mi trae.
Sto ancora galleggiando.
Si avvicina.
Il campo sta impazzendo. Le forze spingono con immane forza.
Onde, onde, decine di onde increspano la superficie.
Non riesco più a galleggiare! Devo intervenire.
Se mi allontano, se spingo contro, il mio equilibrio si spezzerà.
Devo avvicinarmi. Assecondo il magnetismo.
Stasi. Equilibrio di forze: la stabilità torna.
Il campo non è neutro: è pienamente positivo.
Non galleggio, sto sospeso a mezz'aria.
Poche ancora, e le onde cessano di turbare la superficie dell'acqua.

Calamita:
Se mi avvicino, o se ti avvicinerai ancora, verrò bruscamente attratto e poi respinto, e finirò sott'acqua.
Se mi allontano, o se ti allontanerai tu, sarà tutto inutile: l'equilibrio delle forze mi trattiene.

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