giovedì 2 ottobre 2008

Due mondi, due idee, due colori, due cerchi concentrici, tre entità

Due mondi, due idee, due colori... bianco e nero.
Il mio cuore non comprende ancora la scala dei grigi, e la mia mente fa solo finta di riuscirci.

Un lato di luce, con un'occhio positivo, che riesce a distinguere insieme e sottoinsieme, ed ha la capacità di osservare quest'ultimo con spirito distante.
Un lato di luce che vede le qualità, che vede la parte positiva, che è soddisfatto.
Un lato di luce che vede le qualità degli altri come un bene, e quando emergono i lati negativi, ignora. Molto semplicemente.
E se proprio non ne può fare a meno... il lato di luce è capace di classificare le persone che disturbano per quel che sono: idioti.

E poi il lato d'ombra.
Un lato d'ombra oscuro e tetro, ristretto, claustrofobico: un lato d'ombra pessimista, che vede i difetti, distrugge le qualità, che si fossilizza sul sottoinsieme, pone ad esso i suoi confini e si concentra solo sui suoi piccoli, insignificanti elementi, rendendoli giganti.
Un lato d'ombra molto, molto insicuro, che ha paura di qualsiasi confronto, che vede tutti gli altrui successi come pedate sulla testa, che al contempo vuol vincere sempre e non si sente mai capace di farcela.
Un lato d'ombra che ingigantisce gli altri, li mette in una posizione di entità superiori, che indirizzano il proprio animo tramite il loro comportamento. Un lato d'ombra che mette sempre al primo posto le opinioni altrui, che devono essere migliori per forza.

Nel mezzo, una personalità indefinita, sempre in bilico fra un lato e l'altro, il cui unico punto fisso è la mancanza dello stesso.

È questo il disagio esistenziale... uno smarrimento dovuto alla mancanza di un 'centro di gravità permanente', di un metro di paragone che permetta di stabilire a priori cosa è giusto e cosa è sbagliato, dentro sé stessi e dentro gli altri.

'Gli altri', questo strano insieme di persone, anche loro divise, anche loro, sicuramente, con il proprio disagio esistenziale, con i propri lati d'ombra e di luce, ma che la lotta fra le due parti non permette di inquadrare in modo definito.
Gli altri: impossibile stabilire se sono eroi o bastardi, vittime o carnefici.
Gli altri che dicono: sei un leone, violento, feroce, aggressivo, orgoglioso... e poi si comportano come se fossi la pecorella smarrita, inoffensiva, sopraffatta dalla paura, incapace di difendersi, patetica.
Questi altri che il lato di luce identifica come pari o, se lo meritano, non "inferiori" (non esistono) ma "persone che non hanno le idee chiare".
Mentre il lato d'ombra le teme, le scruta impaurito e aggressivo, Continua a rimuginare sul loro comportamento come se fosse un'indicazione su come bisogna comportarsi, come bisogna sentirsi. Che si sente schiacciato da ogni loro azione.

Due mondi chiusi dentro un sottoinsieme. Il sottoinsieme della piccola vita, dei piccoli problemi, che ti logorano, ti distruggono dentro, ti rodono. La mancanza di un punto di riferimento in mezzo ad un marasma di macchie sfocate.
Questo sottoinsieme, dentro un insieme più grande, che è la Vita, che inizia con la nascita e finisce con la morte, un insieme grande che contiene gli eventi veramente importanti, i progetti veramente significativi, le proprie vere caratteristiche, il vero Io.
Due cerchi concentrici, e l'occhio che focalizza su uno alla volta, e tramite due filtri: bianco e nero. Con il Bianco che permette una visione chiara e pulita dell'insieme universo, e che quindi consente di centrarsi sull'insieme Vita, ed il nero che oscura i confini, permette di distiguere solo quel marasma di macchiette che è la piccola vita, e centra automaticamente nel sottoinsieme.
Due cerchi concentrici dentro il pensiero, una delle tre grandi entità, la Mente, il Corpo, il Cuore.
Il Cuore, inteso come spirito istintivo, razionalità profonda, nucleo dell'essere: ciò che di migliore abbiamo dentro, che capisce tutto al volo, non ha ostacoli, corre più veloce del pensiero, va dritto al centro delle cose, non sbaglia mai.
Il Cuore stesso, che osserva da lontano i due mondi dentro ai due cerchi, e che, nonostante la sua natura, ancora non comprende la scala dei grigi.
La Mente, velocissima, proiezione del cuore, che nonostante la sua grande capacità non è potente quanto la sua origine; e talvolta si contraddice, si sbaglia, indugia su argomenti inutili, si mente da sola, costruisce castelli sul nulla.
Ed infine il Corpo, lento, fragile, l'ultima ruota del carro, che mentre Cuore e Mente hanno già raggiunto il traguardo non è neanche a metà strada. Il Corpo che si ammala, che muore, che viene ferito; il Corpo, oggetto di venerazione, simbolo di status sociale fin dai tempi delle tribù... Delle tre entità, la più concreta, ma anche la meno forte, la più inutile. Il fronzolo che ci portiamo dietro; nonché il confine della comprensione del mondo per tanti. Tutti idioti. [Quant'ero giovane e stupido quando ho scritto questa cosa.]

Le tre entità, che contengono i due cerchi, che contengono i due mondi;
I due cerchi, osservati attraverso i due mondi, specchio della mente;
I due mondi, che condizionano le tre entità, che osservano i due cerchi.
La circonferenza è chiusa.

Riuscirò a tagliarla?
Qual'è la linea retta?
Shomengiri.

Nessun commento: