martedì 8 gennaio 2013

La palla e l'elastico

Spesso si dice che quando uno tocca il fondo può solo salire.
Il che implica una visione della vita come un pozzo, una galleria verticale, con alla base dura roccia e in alto il cielo.
Ho pensato che forse è una metafora leggermente sbagliata. Forse ce n'è una più calzante e che coincide in maniera squisita con tante altre.

La vita è una palla legata a un elastico.
L'elastico è fissato a una sbarra.
La sbarra è la realtà.

Fissa, non particolarmente modificabile, ma tutto ruota intorno ad essa.
E noi continuiamo a fare in su e in giù, con le nostre vite che ondeggiano, tangenti alla realtà stessa solo  a momenti.
Quando sei troppo in alto, l'elastico tira e ti riporta alla realtà: non sei un dio, sei un uomo, hai dei limiti. Così come quando sei troppo in basso l'elastico ti riporta verso l'alto. Sempre verso la realtà. Non sei un dio, ma non sei neanche un verme.

Però anche questa metafora ha dei limiti, perché se è possibile il perdurare della palla al di sotto della sbarra - per via della gravità - di sicuro questa non potrà restare sopra, mentre nella vita è possibile (e meno male!) che ci siano periodi positivi ai quali non segua immediatamente un declino a picco.

Mi sa che tocca a infilarci un magnete in alto e a rendere la palla metallica o cosecosì.

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