martedì 13 luglio 2010

Tenere la posizione

È passato un periodo lungo, lungo e particolare... chiunque mi conosca un minimo si sarà accorto del cambio di tendenza dei post, da "Ego" in poi.
Non ho una gran voglia di raccontare, chi vuol sapere chieda, questo blog mi serve solo per sfogarmi.

Sta di fatto che, in pratica, non ho saputo tenere la posizione. La vita mi ha buttato in una tempesta, e io - stupidamente - anziché stare rilassato e adattarmi alla situazione, mantenendone il controllo, mi sono irrigidito sulla mia posizione, finendo per perderla.
Quando si affronta una forza maggiore della propria, bisogna essere rilassati, morbidi, e seguire l'onda (...), traendola a sé, o girandoci intorno, come un bastone nell'acqua (... x2). Bisogna mantenere il proprio centro in sé e non cercare di inchiodarlo in un punto nello spazio. Altrimenti, una forza maggiore sarà in grado di dominarti.
Fortunatamente l'ho imparato, purtroppo ad un prezzo abbastanza caro, sia emotivamente che oggettivamente. Diciamo che sto battendo il record delle occasioni buttate.
Ho rischiato anche di perdere gli amici (VERI), il che credo che sia una delle disgrazie peggiori dopo la perdita di sé stessi (la quale impedisce totalmente di avere amici).

L'errore che ho fatto è stato identificare il mio centro con qualcosa di esterno: o meglio, di "inchiodare" il mio centro in un punto fisso, anziché tenerlo dentro di me.
La tempesta, sballottandomi a giro, mi ha allontanato dal centro, buttandomi nella confusione più totale.

Certo, molto sarà stato a causa dello stress scolastico. Ed infatti, finito l'esame (pur con qualche nota negativa...), mi sono subito sentito meglio. Non meglio come mi aspettavo, ma comunque più sollevato.
E poi, m'ero fissato. Troppo. Mi concentravo troppo su un obiettivo, facendo cazzate su cazzate ed impedendomi di riprendere il controllo sulla MIA vita. E perdendo anche l'obiettivo.
FORTUNATAMENTE (a questo punto direi di sì, proprio fortunatamente) la perdita dell'obiettivo è stata pressoché totale, senza se e senza ma. Quindi, con l'anima in pace (anche se la delusione c'è stata, inutile non ammetterlo), ho ripreso contatto con il centro. E ora sto riavendo il controllo sulla MIA vita.
Ogni tanto mi ripiglia male, per via delle occasioni buttate, degli errori fatti, del tempo perso. E della continuità perduta, che alla fine è la cosa che mi ha dato più fastidio: "perdere il filo".
Quando il centro è un punto su un piano (anzi... su tre dimensioni!) e tu pure, le possibilità di rifar coincidere i due punti sono bassissime, e comunque ci sarà stato il distacco. Il lasso di tempo in cui i due punti non coincidevano. Il che, in un'ottica segomentalistica, rende la situazione "irreparabile" e dunque insostenibile.

Fortunatamente, non è possibile SPOSTARE il proprio centro fuori da sé, al massimo IDENTIFICARLO in un punto esterno: di conseguenza è sempre possibile ritrovarlo dentro di sé, chiudendo la dimensione astratta della ricerca.

Ora però devo veramente tirare il fiato, chiudere la questione, riprendere tranquillità e FARE A SPADATE, che, cazzo, è una vita che non rifaccio un duello come si deve!

Ma comunque sto decisamente, decisamente meglio. Ho il controllo, mi sento padrone della situazione: se non al 100%, almeno un buon 70% ce l'ho tutto.

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