venerdì 23 ottobre 2009

Fuori fase

Sarà il tempo brutto, forse... o magari chissà cosa.
Ma in questi giorni sono veramente sfasato.
Dovrei fare millemila cose... ma alla fine mi ciondolo e basta e non faccio nulla.
Ieri, per esempio, avrei dovuto:

Studiare italiano, oggi c'era il compito;
Studiare matematica, sono rimasto un po' indietro;
Scaricare e guardarmi gli appunti di Informatica;
Ripassare Sistemi che con le reti non ho molta pratica;
Fare i compiti di calcolo con cui sono rimasto indietro;
Pensare alle varie campagne di GDR e mettere gli appunti per iscritto;
Compilare i moduli per rinnovare l'iscrizione alla Corte e a Spada;
Dare ai miei la ricetta per gli antibiotici (maledetto dente del giudizio);
Leggere il libro che avrei dovuto leggere quest'estate;
Chiamare Nicco e dargli i soldi per il regalo di Carolina;
Ricaricare il cellulare, che oramai è più di un mese che giro senza soldi;
E magari anche qualcos'altro che ora come ora non mi ricordo.

Invece che ho fatto?
facile: un cazzo!
Mi sono ciondolato tutto il giorno, ogni tanto ho dato un'occhiata a facebook, ogni tanto ho tirato due o tre colpi a vuoto con la spada, ogni tanto ho pensato 3 secondi al gdr. fine. Non ho toccato libro né telefono.
Anche ora, scrivo senza una gran voglia di farlo.

Tutto questo mi fa ricordare un testo che ho letto sul sito di Neverland. Era un brano tratto da un libro molto particolare: fu scritto (sotto dettato, immagino) da un capo di una tribù di un'isoletta asiatica, venuto in Occidente e rimastoci per un po', ospite di alcuni gentiluomini.
In questo libro sono scritte le impressioni di questo uomo semplice e saggio sulla nostra società, la società dell'uomo bianco, che nella sua lingua si chiama papalagi.
Il brano si chiamava "il papalagi non ha tempo".
Il papalagi passa la sua vita a rincorrere il tempo, non lo maneggia, sembra sempre che gli sfugga dalle mani. Addirittura, il papalagi ha inventato delle macchinette che misurano il tempo, per essere sicuro di non perderne neanche un istante.
Al papalagi il giorno non basta mai, non riesce mai a trovare il tempo per ciò che vuole. Si sveglia al mattino, ed in fretta e furia va a lavorare, lavora frettolosamente, con ritmi serrati, poi torna a casa in fretta, mangia in fretta, torna al lavoro, continua a lavorare in fretta, e a sera torna frettolosamente a casa, si mette a dormire e poi tutto il giro ricomincia.

Il papalagi non riesce a vivere il suo tempo, cerca sempre di riacchiapparlo.
Se solo vivessimo il nostro tempo, anziché rincorrerlo... forse saremmo persone migliori.

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