Da un po' di tempo sono pervaso da una strana sensazione. Sarà l'aria estiva, sarà che fra un anno ho la maturità... ma sento come una nostalgia, una brezza sognante che mi soffia in faccia.
Come di tante, infinite cose che avrei potuto vedere, vivere, fare... ma che i miei dati anagrafici mi hanno precluso.
Faccio parte di una generazione strana, perduta in un angolo strano lungo la linea temporale.
Lessi tempo fa una frase: "Noi siamo i figli di mezzo della storia. Noi non abbiamo la grande guerra, la grande depressione: il vuoto di vivere è la nostra guerra, la mancanza di una meta la nostra depressione"
Non era proprio così, ma il succo è quello.
Guardandomi in giro, guardandomi dentro, vedo un grande vuoto, una voragine intorno a cui ruotano le vite di milioni di persone. Una voragine incolmabile, che porta a vivere una vita falsa sotto l'insegna del piacere ad ogni costo, immersi in un mare di coca-cola ed occhiali da sole formato 16". Oppure a fluttuare, ruotare in questa assenza di gravità, senza punti fissi, senza nulla, circondati da illusioni - o forse realtà? - flebili ed effimere.
Sfogliando giornalini di vent'anni fa si avverte qualcosa, come il respiro di una generazione di giovani, ora adulti, padri, madri, uomini e donne in carriera, sbandati, gente di tutto il mondo che ha vissuto l'inizio del volo.
Loro l'hanno vissuto, hanno provato la gioia di aprire le ali e librarsi nell'aria, lasciando le vestigia di una società vecchia e polverosa. Non posso sapere cosa hanno sentito, ma provo lo stesso nostalgia per questo. Perché vorrei averlo sentito anch'io. Ma sono nato troppo tardi.
La nostra generazione è in volo da tanto, troppo tempo. Le rovine del passato non le ha mai viste, se non in libri di storia, studiati, ma mai letti. Oramai volare non è una benedizione, è una condanna. Non ci sono posti dove atterrare e creare qualcosa di nuovo.
Siamo una generazione allo sbando nell'aria della libertà.
O meglio, della finta libertà: la libertà dei lustrini, dei popcorn, la libertà di distruggersi ma non di crescere. La libertà che ti impedisce di andare avanti con i tuoi piedi, ti costringe in binari prefissati.
Io vorrei fare qualcosa di me, ma non ho ancora scoperto come...
Forse sono solo un sognatore incallito ed illuso.
O forse sono veramente nato troppo tardi.
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