Domenica 1° Marzo 2009 ho coronato un mio piccolo sogno.
Sono andato a trovare i praticanti della scuola di Kenjutsu Shinkaze Ryu a Genzano di Roma.
Dopo un viaggio stancante ed un riposo agitato la notte precedente (colpa anche del termosifone acceso a palla, era una sauna), ed una doccia ristoratrice una mezz'oretta prima dell'allenamento, mi sono incontrato nei pressi del Colle Pardo (dopo aver sbagliato strada una volta... menomale che c'era quell'omino armato di motosega che, al di là delle apparenze, ci ha spiegato l'errore!...) con gli spadaccini di questo stile.
Il Dojo si trova sulla sommità del Colle Pardo. Cioè, più che trovarsi sulla sommità, il dojo è COSTITUITO dalla sommità. Una sommità VENTOSA. Essendo poi la giornata non proprio splendida, metereologicamente parlando, le condizioni climatiche erano... frizzanti, diciamo così.
Dopo essermi messo l'hakama (che oltretutto mi sono annodato un po' lento, difatti durante tutto l'allenamento continuava a calarmi piano piano...), sono stato introdotto al complesso cerimoniale di saluto iniziale, Hajime no Torei, della Shinkaze Ryu.
Quindi, dopo il riscaldamento, siamo passati al Suburi, che è decisamente differente dalla Kyushin Ryu. Non si tratta di un esercizio di ginnastica, ma bensì di perfezionamento tecnico dei vari tagli.
Nella Shinkaze Ryu, almeno per quanto ho potuto vedere, esiste l'intera rosa dei 9 angoli più affondo. La posizione dei piedi è più larga e stabile che nella Kyushin, ma al contempo permette una discreta mobilità. Spesso durante i tagli orizzontali e dal basso verso l'alto si passa in kibadachi, ovvero posizione con le gambe larghe, flesse e busto eretto; ovviamente allo scopo di mantenere l'equilibrio durante questi tagli più 'delicati' e meno favoriti dalla gravità rispetto allo shomen (che loro chiamano karatake, karabatake, kataratake, karatatake, non mi ricordo con precisione...) ed al kesagiri.
Dopo il suburi siamo passati all'uchi-komi ovvero la pratica di coppia. Fabrizio, il senpai, è stato così gentile da starmi dietro durante tutto l'uchikomi per illustrarmi ogni passaggio.
Dall'uchikomi ho potuto notare un'altra differenza dalla Kyushin Ryu: nella Shinkaze esiste una parata per ogni colpo. Difatti la pratica di coppia consiste in una sequenza alternata di colpi-parate da parte di ogni praticante. Ammiro la pazienza di tutta la scuola, che ha sopportato ben DUE interruzioni (ricominciando da capo) quando provavo la parata di un loro particolare taglio 'montante' per il quale non riuscivo a trovare la distanza giusta.
Durante tutta la lezione sono stato lusingato da domande sullo stile che pratico, a cui ho cercato di rispondere al meglio per quel che so. Ad ogni domanda seguiva una breve osservazione sulle differenze fra le scuole ed una raccomandazione di Fabrizio al resto della Shinkaze Ryu sull'importanza di fare tesoro delle disuguaglianze, perché aiutano moltissimo a comprendere nel profondo ciò che si fa ed il suo motivo.
Comunque, dopo l'uchikomi mi sono stati illustrati i vari passi della scuola (ed io, coglione, abituato a strisciare i piedi per terra, in cima a quella collina mi beccavo ogni cosa possibile fra sassi, radici, buche etc).
Finiti gli esercizi sui passi, ho avuto l'onore di assistere alla pratica dello Shiai, combattimento libero, nella Shinkaze Ryu.
Essendo uno stile recente (Gendai Ryu), nello Shinkaze la pratica dello shiai è elemento principale dell'allenamento, E SI VEDE.
Durante un combattimento fra Fabrizio e Daniele, l'allievo più 'anziano' dopo il Senpai, ho potuto assistere ad un DISARMAMENTO SU CORTA DISTANZA da parte di Fabrizio, e questa mistica visione non ha ancora abbandonato i miei sogni (xD).
Nel loro Dojo il combattimento ha un'impostazione particolare (ma non nuova): si danno 3 minuti di tempo (cronometrati), durante i quali combattono liberamente senza mai fermarsi: non esiste "colpito!", "saresti morto", "quel colpo non andava bene", e tutte quelle segate da bambini che vogliono vincere per forza, il cui ricordo mi fa ancora montare il nervoso. Se colpisci, il combattimento non finisce: si va avanti per tutti i 3 minuti.
Durante i duelli ho avuto modo di parlare a bassa voce con Fabrizio e Daniele su vari aspetti della mia e della loro scuola di spada, principalmente sul lato storico e sulla situazione attuale.
Ma poi, durante un cambio, Fabrizio mi ha invitato a mostrargli l'impostazione dello shiai nella Kyushin Ryu.
Mamma mia, che emozione. Un confronto fra scuole... e combatto io!... oddio... fra emozione, freddo e umido, tremavo come una foglia.
L'inizio è stato, diciamo, 'soft' proprio perché si trattava di un esempio sull'impostazione dello shiai.
Dopo la spiegazione, che è stata breve anche perché durante il resto della lezione se ne era già parlato, non ci sono volute parole: spade incrociate e lo Shiai è iniziato.
Semplicemente FANTASTICO. Questa scuola ha un bagaglio tecnico che ha dell'incredibile. E' una cosa di fronte a cui non mi ero mai trovato: uno stile COMPLETO, usato in combattimento.
Io le mie carte le ho tirate tutte. Ho cercato di bilanciare 'aggressività' e mushin\zanshin, a volte mi è andata bene, a volte no. Ho insistito sull'entrata in spazzata + passo laterale in avanti + shomen, che mi sono ritrovato ad usare più volte del previsto, e sullo tsubazeriai (anche questo non previsto). Non ho contrattaccato molto, evidentemente devo lavorare di più sull'elasticità mentale.
Alla fine del duello, Fabrizio ha invitato tutti gli altri membri della Shinkaze Ryu a combattere con me.
Mamma mia, che onore, caspita. Sono andato in shock. Un misto di ammirazione, imbarazzo, fierezza, rispetto, mi ha preso tutto insieme, buttandomi in stato confusionale.
A risvegliarmi ci ha pensato Daniele.
Non credo che scrivere parole in termini di 'tecnica' sullo shiai con Daniele avrebbe alcun senso, perché sarebbero inutili e non riuscirebbero mai a rendere giustizia a quel che è successo.
Per me è stata la prima volta nella vita. Forse anche per lui. Chi lo sa.
Ho sperimentato quella che chiamano armonia. E anche se non la chiamano così, farebbero bene a farlo.
Per tre minuti, centottanta secondi della mia vita, in cima al Colle Pardo, a Genzano di Roma, il primo marzo del 2009, ho parlato con Daniele. Ho parlato tramite la spada... ed ora non vedo l'ora di parlarci di nuovo.
Dopo essermi svegliato da questa sorta di esperienza mistica, ho duellato anche con gli altri spadaccini della Shinkaze Ryu: Fabrizia, Jessica e Giacomo.
Iniziavo ad essere un po' stanchino, quindi ho perso spirito di iniziativa (forse guadagnandoci un po' in 'presenza mentale') e a volte mi sono fatto fregare in modi impensabili, tipo non-parando un colpo di Fabrizia che non è arrivato quando mi aspettavo, oppure rimanendo ad indietreggiare contro una serie serrata di tagli di Giacomo, o ancora facendomi beccare sul polso da Jessica.
Dopo lo shiai, mentre iniziava a piovere, abbiamo finito gli shiai e fatto il saluto finale, mentre arrivavano i miei genitori.
Foto ricordo (ancora da ricevere); Quindi, dopo un cambio veloce, siamo scesi giù dal colle ed io sono ritornato a casa.
Concludendo...
I miei più sinceri complimenti e ringraziamenti a Fabrizio per la sua perizia, saggezza ed impeccabile modo di condurre la lezione, sei un grande! ;)
Un grazie che viene dritto dal cuore a Daniele per il fantastico combattimento che abbiamo fatto, mi hai lasciato un segno dentro. Spero di poter ripetere presto l'esperienza, sei un grande! ;)
Per Giacomo, buona pratica! Quando ti arriva voglio vedere come ti sta l'hakama, tanto l'aria da samurai ce l'hai già. Sei un grande! ;)
Fabrizia, non ho capito bene di quali orari tu stessi parlando con gli altri, mi sembra di aver capito che si trattava di lezioni. Qualsiasi cosa fossero, auguri (e scusami per il bokken)! Sei una grande! ;)
Auguri per gli esami, di cui ho sentito parlare, a Jessica, e scusami anche tu per il bokken! Sei una grande! ;)
Infine, un enorme e commosso GRAZIE a tutta la Shinkaze Ryu per quelle fantastiche 4 ore e per i grandi insegnamenti che ne ho tratto. Mi avete lasciato un segno dentro. Siete delle persone squisite, ce ne fossero di più come voi!
Arigato Gozaimashita!
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3 commenti:
bello il tuo primo stage...
:D
quando mi farai vedere quello che hai imparato???
Non appena smette di piovere XD
E' interessante quello che osservò Fabrizio durante gli shiai: che sarebbe fantastico riuscire ad unire il loro bagaglio tecnico completo con l'approccio più "diretto" al combattimento che c'è nella Kyushin Ryu.
beh se è per questo sarebbe fantastico unirci molte cose, le tecniche di piede per destabilizzare il tuo avversario, i disarmi armati e via dicendo...
è un lato che amo di tutte le arti marziali, poter creare il proprio stile unendo tecniche diverse...
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