Premetto che non mi piace fare post su post "psicologici" e depressi, essendo io un convinto sostenitore della positività in ogni situazione. Ma in questo caso l'argomento è interessante.
Tempo fa lessi su un libro un modello concettuale carino per spiegare come varia l'umore.
Immaginiamo l'umore come un razzo.
Più il razzo sale in alto, migliore è l'umore. Il rischio è di sfondare la barriera del "delirio di onnipotenza" salendo troppo in alto, ma tale barriera è molto difficile da raggiungere.
Più si scende e peggiore è l'umore; al 'piano terra' c'è la depressione.
Al momento della nascita, il nostro 'razzo' viene sparato in alto con delle scorte di carburante che dureranno circa vent'anni. Il che significa che per vent'anni l'umore sarà automaticamente e naturalmente in salita, e per farlo scendere saranno necessari interventi esterni.
Poi, all'esaurimento delle scorte base di carburante il razzo rallenterà ed inizierà a scendere; questo per via del fenomeno naturale (di cui non ricordo il nome) secondo il quale ad un certo punto le cellule che muoiono ogni anno sono maggiori in numero di quelle che vengono create. Questo, a livello ormonale, si ripercuote su una serie di livelli, fino ad arrivare alla psiche che vedrà tutto più grigio, perderà progressivamente entusiasmo, eccetera.
Fortunatamente noi abbiamo una possibilità, ovvero di raccattare carburante lungo la strada.
Come se ci fossero delle taniche fluttuanti per aria. (Ok, fa molto giochino spastico in flash... xD)
Raccogliendo questo carburante, possiamo mantenerci in alto e stare sempre bene.
Il caso vuole però che per raccogliere queste taniche fluttuanti sia necessario fare uno sforzo, un piccolo sacrificio psicologico che consiste nell'uscire dal nostro guscio protetto, dalle abitudini, dal calduccio ed andare fuori a vivere.
E mi sembra ovvio che questo è tanto più facile quanto il 'razzo' è in alto.
Mentre se l'umore è nero, sfiorante la depressione, fare questo sforzo è molto difficile.
Purtroppo, a meno di non essere bambinetti in crescita (in tal caso basta effettivamente non pensare alle cose brutte e distrarsi; come tutti sanno, ad un bambino basta poco per dimenticare una disavventura, ed ha sempre voglia di giocare), questo sforzo è necessario o si precipita sempre di più fino a piantarsi solidamente per terra. E a quel punto non puoi fare più nulla da solo, tranne che andare da un bravo psicologo, prendere qualche pillola, rilassarti e curarti. Perché ti sei veramente ammalato.
La buona notizia è che lo sforzo procurerà nuovo carburante, che facendoti risalire un po', renderà più lieve uno sforzo successivo. E così, piano all'inizio e più velocemente via via che sali, l'umore tornerà ad essere splendido.
Quando l'umore è buono è tutto più vivo e colorato, la vita è bella e le rotture di palle spesso neanche esistono. E non appena senti di rallentare, di scendere un pochino, lo sforzo necessario per uscire a prendere altro carburante è veramente piccolo.
Sperimentato di persona. ;)
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