mercoledì 6 gennaio 2010

Una storia

Questo blog è nato come mio personale secchiello delle seghe mentali. Qui io trascrivo tutto quello che mi passa per la testa, ne tengo traccia per rileggerlo nel futuro; nel caso in cui mi serva, o anche solo per il piacere di rileggerlo.

Scrivere in un post una breve storiella della mia vita sarebbe una cosa assai grottesca e non intendo farlo, o almeno non ora. Prima devo aspettare che il mio ego si gonfi abbastanza. ;D

Uno dei tanti scopi per cui esiste questo blog è quello di aiutare, tramite i miei pensieri, chiunque possa trarne giovamento. Non pretendo che servano a qualcuno, ma in caso... è tutto qui.

Ok, come premessa può andare.

Era giugno 2008. Un giugno piuttosto bello, devo dire. Avevo passato la 3° superiore ballando sulle punte; ero felice come una pasqua. Avevo trovato l'indirizzo giusto e - assurdo! - andare a scuola quasi mi faceva piacere.
Avevo iniziato la pratica del Kenjutsu, che in poco tempo mi aveva regalato immense soddisfazioni. Diciamo che in due mesi di Kyushin Ryu avevo imparato più che in due anni di Kendo, per non parlare del fatto che mi piaceva immensamente andarci, e non sentivo alcuna sorta di "resistenza" quando dovevo uscire per andare all'allenamento.
La stagione era buona ed ero pieno di energia.
Presto mi sarei dovuto operare di varicocele. È una sorta di piccola malformazione genetica, molto diffusa e che non causa nessun problema se non alcuni doloretti in età avanzata. Sostanzialmente una vena delle palle è un po' gonfia e ci passa troppo sangue.
Sì, avevo le palle gonfie. Anzi, una sola palla gonfia. xD
L'intervento era assolutamente di routine e non comportava praticamente alcun rischio. Avevo deciso spontaneamente di operarmi il prima possibile, senza fare tante storie. Stavo per andare al mare, avevo iniziato da poco a fare un po' di ginnastica a corpo libero ed andavo abbastanza fiero del mio fisico in via di sviluppo.
Insomma il quadro generale era decisamente positivo.
Due giorni prima del ricovero in ospedale era sabato, e come tutti i sabati andavo a giro con gli amici. Quella sera decidemmo di andare al cinema. Ci trovammo davanti ad una scelta: o vedere "Hulk", classico filmino d'azione con una gran bella dose di effetti speciali, oppure "e venne il giorno", film horror di cui sapevamo poco.
Per cambiare optammo per la seconda scelta.
Dato che la cosa ancora mi turba un po' preferirei sorvolare sui dettagli del film, sul quale potete comunque documentarvi da soli senza problemi.
Durante la visione del film, una crescente ansia si impadronì di me. Iniziò dalle prime scene e non mi abbandonò, sempre crescendo.
Puntualizzo il fatto che i film horror non mi hanno mai fatto una grande impressione. Magari in qualche momento del film potevo anche provare ansia o angoscia, ma sempre passeggere e comunque destinate a finire con la fine del film stesso.
Invece lì non solo durò tutto il tempo, ma uscendo dalla sala continuò, imperterrita, senza lasciarmi un secondo.
Tornato a casa, molto scosso, mi feci una veloce doccia ed andai a dormire.
Mi era già successa una cosa simile, quando ero al mare con i cugini. Vidi un film che ora non ricordo come si chiama; parlava di un gruppo di soldati su marte che viene assalito da un'entità aliena che si impossessa della mente delle persone. Dopo averlo visto ero piuttosto scosso, ma dopo una notte di sonno era passato tutto.
Invece stavolta no.
Il giorno dopo l'ansia era leggermente attenuata, ed aveva una particolarità: andava via e tornava a cadenza quasi regolari.
Insomma, andiamo al punto: andai all'ospedale, mi operarono eccetera, tutto però all'interno di questa spirale di ansia ed angoscia. Il giorno dopo tornai a casa, e passai una settimana in questa spirale.

Per fortuna, però, sono uno che quando ha un problema lo vuole risolvere, e quindi mi documentai. Andai ad informarmi su siti di medicina, chiesi aiuto, mi consultai sia con medici (via internet) che con familiari, e lessi un libro che mi aiutò molto.
Insomma, all'arrivo al mare tutto era pressoché passato ed un mese fra spiaggia e acqua mi sistemarono completamente. La vita ricominciava, migliore che mai.

DIAGNOSI, OSSERVAZIONI & SOLUZIONE

Sintomi: Stati alterni di ansia ed angoscia, con tendenza alla depressione e all'apatia;
Drastico calo dell'appetito e dell'interesse nelle normali attività che mi gratificavano;
Forte tensione dei muscoli del collo, delle spalle, della schiena e dei tricipiti;
Onnipresente peso sullo stomaco, battito del cuore che risuona perenne nelle orecchie, debolezza fisica (probabilmente dovuta molto all'operazione).

Pensieri ricorrenti:
"Oddio cosa mi succede?"
"Sarò sempre così... oh, no, sarò sempre in ansia, la mia vita è rovinata"
"Perché? andava tutto così bene prima"
(et similia)
Durante un momento di calma:
"E se mi ritornasse?", e PAM! Rieccomi in ansia.

Osservazioni principali:
Costante stato di lieve ansia, anche nei momenti "tranquilli".
Pensiero molto veloce e totalmente fuori dal mio controllo.
Apatia, grigiore e forte impressionabilità.

Soluzione:
E qui arriva il colpo di genio.
Una totale spiegazione richiederebbe un libro piuttosto abbondante, per cui vedo di stringare la cosa.
Analizziamo la situazione: lo stato d'ansia è totalmente IRRAZIONALE.
La spinta iniziale (il film) ha un ruolo relativamente modesto nella faccenda, solo che essendo la proverbiale "goccia che fa traboccare il vaso", ha condizionato molto la mia situazione psicologica.
In effetti, un buon 75% dell'ansia è pura "fobofobia", ovvero paura della paura.
Ero spaventato perché ero spaventato. Ero in ansia perché ero in ansia. Un circolo continuo che non si estingue: l'ansia alimenta altra ansia.
Ma la catena ha un anello debole: il problema NON ESISTE! Il problema è l'esistenza del problema! NIENT'ALTRO!
Non esistendo il problema, non c'è alcun bisogno di cercare la soluzione!
Acquisita questa consapevolezza, la maggior parte del lavoro è fatta.
Fu una sorta di folgorazione per me. Una di quelle volte che ti arriva l'illuminazione. Che ti batti la mano sulla fronte e fai "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAaaaaaaaaaaaaahhhh!!!" e ti metti a ridere. xD

Diciamo che per poter passare la faccenda in modo liscio sono necessarie alcune cose.

1) La consapevolezza che, qualsiasi cosa sia, c'è una soluzione possibile (in questo caso, l'aiuto dello psicologo). Particolarmente utili sono testimonianze di persone che ci sono passate e hanno superato tutto, ed ora vivono felici.

2) La consapevolezza che il pensiero è involontario, si produce automaticamente e non c'è bisogno di ascoltarlo quando ci fa male.

3) La consapevolezza che le reazioni del corpo (tensione muscolare ecc) sono naturali e non bisogna esserne spaventati.

4) La consapevolezza che la situazione passerà senza lasciare traccia, e dopo un po' ci farà solo ridere. Anzi, che sarà stata istruttiva.

5) Infine, la consapevolezza che il problema non esiste, e non esistendo non bisogna occuparsene.

La soluzione definitiva: rendersi conto che la situazione si stabilizzerà da sola, senza bisogno né di un nostro intervento, né di altro; ed il disturbo sarà passato non appena inizieremo finalmente a lasciar perdere la cosa ed a tornare alla vita normale.

In un certo senso, bisogna "accettare" il problema, senza pretendere in una cura spettacolare e miracolosa, per farlo scomparire.


Recentemente mi è risuccessa una cosa simile a quella di due anni fa, ma l'esperienza acquisita allora mi è servita e tutto si è risolto in veramente poco tempo. Anzi, ho potuto sperimentare come la maggior parte dell'ansia di allora era dovuta al fatto che ero spaventato e non capivo cosa mi stava succedendo.

Ora non mi resta che capire le cause della cosa. Lo faccio per pura curiosità e soddisfazione personale.
Mai fidarsi del proprio cervello... è una strana bestia. :)

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