mercoledì 16 dicembre 2009

Strana sensazione

Negli ultimi mesi ho operato un cambiamento a 360° in tutta la mia vita.
Ho cambiato compagnia, ho finalmente trovato degli amici veri e sinceri, dei compagni di squadra che mi accettano e mi stimano (sentimento reciproco) per quel che sono e basta.
Questa nuova condizione ha portato un periodo di serenità e spensieratezza che dura da settembre. Un periodo in cui, dopo una decina d'anni di reclusione in una prigione di tensione e disagio, finalmente la mia personalità ha fatto capolino ed è tornata al mondo.
Finalmente sono come ero prima, come SONO veramente. Tranquillo, indipendente, sincero. Un po' come una mietitrebbiarice, che se ne va avanti per i campi senza farsi troppi problemi. In particolare di lessico e registro linguistico...
Ho notato risposte positive in praticamente tutti gli aspetti della mia vita, in particolare quello sociale: mi sento molto più sicuro di me, molto più a mio agio con gli altri, ed ho notato che rispetto a prima ottengo genericamente più simpatia dal prossimo. O forse sono solo io che vedo le cose sotto una luce migliore: in entrambi i casi, STO MEGLIO senza far stare peggio nessuno, e quindi va bene.

Ma. C'è un Ma.
Uno di quei dannati Ma in fondo ad un bel discorso che ti fanno pensare: "ok, ora arriva l'inculata".
Per fortuna è una cazzata, una sega mentale di basso livello, che rispetta perfettamente i canoni accademici delle mie seghe mentali private, e che dovrei debellare a breve. Mi fa comunque voglia di scriverci qualcosa su. Tanto per quanta gente legge 'sto blog, sai che rischio...

Ad un certo punto ho perso passione in ciò che ho sempre amato. Pe pem! Non so com'è successo, è stato un cambiamento rapido, ma graduale.
E probabilmente non è stato neanche un cambiamento, quanto piuttosto una leggera deviazione dal mio normale modo d'essere (vedi: sega mentale).
All'improvviso il gioco di ruolo ha smesso di attrarmi. Non ho più voglia. Punto! Anzi, il masterare mi risulta più uno stress che altro. Nota bene che era così anche prima, ma prima avevo una decisiva spinta a migliorare, a raggiungere uno stadio positivo delle cose.
Ma la cosa sconvolgente è stata la spada!
Ora, lungi da me il dire che non mi piaccia più l'arte della spada. Dirlo sarebbe solo un volontario appesantimento della sega mentale. Solo che è stato la causa scatenante della strana sensazione che provo ora. Mi sento bene: libero, tranquillo, spensierato. Stato d'animo migliorato ancor di più dal fatto che le vacanze di natale sono prossime, ed oggi ho avuto l'ultimo compito in classe del trimestre. Quindi da ora fino a gennaio è stravacco totale... "che spettacolo!", penserei con soddisfazione. Ed invece purtroppo no, c'è questa spina nel piede, questa imperfezione che mi ingrigisce un po' la scena.
Non sento più un gran trasporto verso l'arte della spada. Più che non sentire trasporto verso l'arte in sé, non sento la spinta al miglioramento. Non ho tanta voglia di avvicinarmi alla perfezione.

Ed in parte sono riuscito a collegare razionalmente le due cose.
La spada, da 8 anni a questa parte, è stata per me un fallito riscatto.
Mi spiego meglio.
Fin da piccolo ho giocato con le spade. E quando ero piccolo, ed andavo alle elementari, ero molto contento del fatto di essere il più bravo con la spada.
Non che fosse un gran merito, semplicemente riuscivo a mettere insieme 2 movimenti anziché 1, portandomi solitamente in vantaggio.
Poi ad un certo punto ho perso interesse nella cosa, e per un paio d'anni, che etichettai come "l'epoca buia", non mi dedicai PER NIENTE alla spada.
Quando uscii dall'epoca buia, il mondo mi era cambiato attorno.
Non ero più capace di fare un cazzo. Ero goffo, scoordinato, avevo paura del contatto fisico e dello scontro delle spade. Avevo paura di farmi o di fare male, di danneggiare l'ambiente circostante, e di tante altre piccole cazzate. Due parole? facevo schifo.

Da quel momento, per me l'allenamento nella spada è sempre stato il momento del riscatto: "lavoro per tornare ad essere bravo com'ero prima". Ovviamente, sul piano oggettivo lo ero già; ma non lo ero proporzionalmente. Sarei dovuto essere molto più bravo, e così mi allenavo, mi allenavo, mi allenavo. Per anni, senza frutti; poi, cominciando il percorso nel Kenjutsu, ed aggiungendoci alcune piccole rivoluzioni personali nella concezione del combattimento, ho in effetti raggiunto - e volendo superato, anche proporzionalmente - il livello passato.
Ma ancora non era finita: la spinta verso la perfezione era sempre presente, ed ho continuato senza sosta ad allenarmi.
Siamo ancora a pochi mesi fa, quando la 'rivoluzione sociale' non era ancora avvenuta.
E poi che è successo, chiederete voi?
Ed io risponderò: che cazzo di domanda è? l'ho appena detto: è avvenuta!

Mi sono sentito molto più sicuro di me NELLA VITA e, quasi contemporaneamente, ho perso interesse in un'attività "parallela" alla vita (il gioco di ruolo) ed in una sua sottodimensione (la spada) che mi concedeva un momento per avere quella sicurezza che prima mi mancava.
Questo è il probabile collegamento fra le due cose.

Ovviamente il fatto che io mi senta strano per tutto questo è dovuto alla struttura canonica delle mie seghe mentali, sempre strettamente legate alla differenza fra "come sono" e "come dovrei essere".
Dovrei essere un fanatico della spada, ma al momento non lo sono; quindi mi sento strano ed inquieto. La prospettiva delle vacanze non migliora questo, dato che mi viene da pensare agli allenamenti di spada a cui andrò, e che quindi mi riportano alla mente la questione.
Di conseguenza la sega mentale si estende.
Dovrei essere rilassato e soddisfatto per le vacanze ma non lo sono. E giù seghe.

Per fortuna questa struttura canonica, peraltro ricorsiva a ciclo (una sega richiama l'altra che richiama l'altra che richiama l'altra così all'infinito) ha il punto debole che è talmente IRRAZIONALE che dopo un po' il mio subconscio si accorge di tutto e si dice: 'ma che cazzo sto facendo? via tutto questo ciarpame, che fra un po' è capodanno e si ruzza come cretini'.

Del resto alcuni momenti di calo della passione per un'attività sono normali, mi era già successo in passato in conseguenza a delusioni nei risultati o a curiosità in attività di tipo differente. Però io sono io, la spada ce l'ho veramente nel sangue e non c'è sega mentale che tenga. E poi è risaputo che lo stress porta ad un calo dell'interesse, ed ultimamente fra scuola e altro sono stato veramente pestato. Quindi un po' di riposo basterà.

Spero ;)

1 commenti:

Michele ha detto...

Tanto per rassicurare eventuali lettori apprensivi e premurosi, è già passato tutto... XD